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Anniversario dei genitori

Quarant'anni di noi

Da Matteo e Sara, per mamma e papà

L'amore che abbiamo visto crescere

C'è una fotografia appesa nel corridoio di casa, quella che abbiamo visto ogni giorno della nostra vita. Voi due, giovani, in piedi davanti alla chiesa di San Marco. Mamma con quel vestito bianco semplice che le arriva alle caviglie, papà con il completo scuro e la cravatta un po' storta, entrambi con un sorriso che sembra contenere tutto il futuro. Era il 12 giugno 1985. Avevate ventidue e ventiquattro anni, e nessuna idea di cosa sarebbe arrivato, ma eravate pronti ad affrontarlo insieme.

Quarant'anni dopo, eccoci qui. Noi, Matteo e Sara, i vostri figli, che abbiamo avuto il privilegio di crescere guardando il vostro amore ogni singolo giorno. E volevamo raccontarvelo. Volevamo dirvi cosa abbiamo visto, cosa abbiamo imparato, chi siete stati per noi. Non solo come genitori – anche se siete stati i migliori che potessimo desiderare – ma come persone, come coppia, come esempio di ciò che significa amare davvero.

Perché voi non ci avete solo cresciuti. Ci avete insegnato a vivere.

Gli anni che ci hanno preceduto

Conosciamo la vostra storia quasi a memoria, per quante volte ce l'avete raccontata. Vi siete conosciuti all'università, a Padova, nel 1982. Papà studiava Ingegneria, mamma Lettere. Vi siete incrociati alla mensa, quando papà ha fatto cadere il vassoio e mamma lo ha aiutato a raccogliere tutto, ridendo di quella sua goffaggine che ancora oggi lo caratterizza. "Sono caduto ai suoi piedi," dici sempre tu, papà, "e non mi sono più rialzato."

Il corteggiamento fu lento, classico, fatto di caffè tra una lezione e l'altra, di passeggiate lungo i portici, di conversazioni che duravano ore. Mamma dice che quello che l'ha conquistata non fu il tuo aspetto – "era carino ma niente di speciale," scherza sempre – ma il modo in cui la ascoltavi. Come se ogni parola che diceva fosse importante, come se lei fosse la persona più interessante del mondo. E papà, tu dici che ti innamorasti della sua risata, di come illuminava una stanza solo entrando, di quella sua capacità di vedere il bello in ogni cosa.

Vi fidanzaste nel 1983, vi laureaste nel 1984 – tu, mamma, con 110 e lode; tu, papà, con un più modesto 105 ma "sufficiente per trovare lavoro," come dici sempre. E il 12 giugno 1985, con pochi soldi in tasca ma tanto amore nel cuore, vi sposaste.

Gli inizi non furono facili. Papà trovò lavoro come ingegnere in una piccola azienda metalmeccanica, mamma iniziò a insegnare in un liceo. Il primo appartamento era minuscolo, al terzo piano senza ascensore nella periferia di Vicenza, vicino alla fabbrica di papà. Mamma racconta che la cucina era così piccola che ci stava solo una persona alla volta, che d'inverno faceva così freddo che dormivate con tre coperte, che a fine mese dovevate fare i conti per capire se potevate permettervi il cinema.

Ma eravate felici. Lo si vede dalle foto di quegli anni: voi due sempre vicini, sempre sorridenti, sempre mano nella mano. Costruivate la vostra vita mattone dopo mattone, sacrificio dopo sacrificio, ma sempre insieme.

Questo è solo l'inizio del racconto. Ogni storia Storyamo prosegue con i dettagli che ci affidi: i nomi giusti, i luoghi veri, le piccole cose che rendono una storia inconfondibilmente vostra.

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